L’eterno dilemma di chi si mette al servizio, di chi vuole dare una mano……
Il consulente, il professionista esterno chiamato ad assistere una organizzazione, a dare un contributo concreto al successo di una Buona Causa, alla realizzazione di un sogno, ha una grande responsabilità sulle sue spalle.
Questa responsabilità comporterà porsi tante domande e trovare tante risposte, sempre sapendo che solo mente e cuore aperti e disponibilitàà sincera l’aiuteranno ad uscire dal labirinto……
Illudere / Disilludere
Curare / Ferire
Assecondare / Contrastare
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Raccogliere fondi, certo. E risparmiarne?
Non è che per caso la prima forma di fund raising è il fund saving? Non è che forse prima di partire a testa bassa a studiare come aumentare le entrate si potrebbe dedicare un po’ di tempo ad analizzare le uscite, certe uscite?
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Ci sono due impostazioni di fondo ben riconoscibilià nella consulenza per il fund raising, oggi:
L’impostazione di chi pone al centro lo strumento, la tecnica, per cui a prescindere dalle esigenze specifiche dell’organizzazione con cui lavora metterà sempre in primo piano ciò che sa fare (e ha da vendere): che sia direct mailing, grafica, web marketing, organizzazione eventi, poco cambia…….
Poi c’è l’impostazione settoriale di chi pone al centro la specificità di un settore, per cui a prescindere da ciò che l’organizzazione è, ciò che fa o vorrebbe fare, la carica innovativa che potrebbe esprimere, decide di imprigionare l’organizzazione e il suo fund raising dentro schemi precostituiti e gabbie mentali spesso lontane dalla realtà.
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Spesso presidenti o direttori di organizzazioni nonprofit, preoccupati per un futuro che non riescono a mettere a fuoco, ci dicono: “Ho cose così importanti da fare, non posso stare tutto il giorno a pensare se i fondi basteranno e fino a quando….Non si riesce a fare qualcosa?”

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Navigando su Internet ci si trova facilmente sommersi dalle informazioni.
I più tremendi sono i cosiddetti portali tematici, con le loro tonnellate di informazioni spesso non selezionate, disordinate, accatastate senza una logica precisa. Video, file pdf da scaricare, immagini, testi impaginati in modo orribile, contenuti spesso generici e poco stimolanti, decine e decine di link, banner, sezioni e sottosezioni. E’ il regno della quantità , non certo della qualità.
Viene da chiedersi: ma non è che questa abbondanza di dati ci confonda? Non è che corriamo il rischio di disperderci e di smarrire le precedenze, non capire più ciò che conta e ciò che è solo fastidioso rumore di fondo? Continua »
Seminario serale sull’Intelligenza Emotiva, un tema fantastico; contesto: ciclo di seminari per aziende associate a Confindustria.
Ad un certo punto il relatore pone la domanda: quante persone fino ad oggi, dentro e fuori il lavoro, vi hanno “segnato”, vi hanno trascinato, vi hanno ispirato veramente pensieri nuovi e profondi? In altre parole quanti LEADER avete incontrato fino ad oggi? Continua »
Spesso si parla di “cura per il dettaglio”, di “attenzione al dettaglio” in termini positivi e non si puòò non essere d’accordo. A un patto però………….che non ci si perda nel dettaglio fine a se stesso e si perda di vista il quadro complessivo, il contesto, la misura e il peso delle cose, le priorità. Continua »
“Quando nelle tue braccia rimarranno solo due tozzicelli di pan secco, vai, vendine uno e col ricavato compra un fiore per nutrire l’animo tuo”.
Una cena per parlare di un progetto importante su un tema duro come il dolore, dopo una giornata faticosa e piena di problemi, e questa scritta sul muro del ristorante, che attira lo sguardo e mette in moto i pensieri…..
E poi qualcuno ci chiede che cosa troviamo di speciale in questo lavoro……
Nella nostra concezione del fund raising è fund raiser solo chi opera DENTRO ad una organizzazione nonprofit. Che sia una persona che opera su basi volontaristiche oppure retribuite, CO.CO.PRO. oppure assunta a tempo indeterminato, poco cambia.
Si tratta però di una persona interna all’organizzazione, che parla a nome dell’organizzazione e la rappresenta all’esterno. Una persona che convince i potenziali donatori perchè è parte in causa, perchè parla di ciò in cui crede ed esprime la Buona Causa con l’entusiasmo di chi ne è stato stregato. Continua »
Una ONG con cui collaboriamo da tempo ci aveva detto: “Ci sentiamo prigionieri del meccanismo dei progetti finanziati; siamo presi nella gabbia della rendicontazione e non riusciamo più ad alzare la testa e a guardarci attorno con lucidità …….”.
Qualche giorno fa una fondazione culturale importante ci ha ripetuto un concetto simile: “Vorremmo fare fund raising in modo strutturato, abbiamo capito come si fa, abbiamo delle idee……il problema è che la burocrazia ci strangola ed ora stiamo pensando di delegare all’esterno la cosa che ci interessa di più, cioè comunicare, incontrare potenziali sponsor, presentare i nostri progetti… a noi resterà solo la routine!”. Continua »