Ovvero il vecchio modo di intendere l’impegno, quello che non funziona più, e che ha fatto e continua a fare tanti danni, rispetto a quello inclusivo, disinteressato, creativo, allegro di tanto nonprofit.
Due cene: nell’una i soliti noti, in un contesto solo apparentemente informale, che si ritrovano a raccontarsi le solite cose, a parlare male del prossimo, a ripercorrere un po’ di luoghi comuni. “Ma sai cosa ha fatto questo? Ma sai cosa ha combinato quello? Ma pensa questo quanto è ignorante…A proposito chi vincerà il prossimo congresso?”. Continua »
Mario Calabresi, da pochi mesi giovane direttore de “La Stampa” ha pubblicato un altro bel libro, un libro che fa pensare.
Il titolo potrebbe risultare un po’ generico (“La fortuna non esiste”), ma il sottotitolo è assolutamente chiaro: “Storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rialzarsi”.
All’interno 11 storie, alcune assolutamente indimenticabili, tutte ambientate negli Stati Uniti del 2009.
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Ci rendiamo conto sempre più spesso di quanto sia difficile e al tempo stesso cruciale, oggi, essere leaders veri.
Le sfide poste dal cambiamento continuo impongono una capacità nuova di leggere la realtà, di prendere decisioni efficaci, di gestire e motivare le risorse umane, di tenere alta la tensione ideale verso obiettivi ambiziosi, tanto da sembrare irraggiungibili.
Questa figura chiave ai fini dello sviluppo delle organizzazioni nonprofit oggi soffre spesso di solitudine, è disorientata dal cambiamento dei punti di riferimento e dalla mancanza di confronti costruttivi con altri leader.
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