Trentadue: arte e fund raising

19 maggio 2009

Non fund raising PER l’arte, proprio arte E fund raising, nel senso che esiste un ponte, esiste un nesso.

Quando diciamo che per noi fare fund raising vuole dire bilanciare poesia e prosa, sogno e realtà, ipotesi e dati di fatto, pensiamo a qualcosa di molto vicino a ciò che la pittura di Igor Boban esprime.

Nella sua schematicità non deve trarre in inganno: analizzando da vicino le geometrie apparentemente perfette possiamo cogliere, sotto la superficie, il movimento turbinoso della vita e del pensiero.

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Trentuno: Io scelgo tutto

18 maggio 2009

Sono nato a Banja Luka, in Bosnia Erzegovina, nel 1965 dove mi sono diplomato al Liceo artistico e dove ho lavorato come grafico e illustratore in un giornale.
Nel 1991 arrivo Italia a causa della guerra. Dopo circa un anno nasce il mio primo vero ciclo intitolato Tutti i miei autunni. Una specie di autobiografia, ricapitolazione, espressione della mia nuova identità, dell’unità della mia vita che abbraccia il passato ed il presente. Autunno assunto a metafora dei momenti forti, importanti, intensi: l’inizio dell’anno scolastico, la luce calda ma non scottante di settembre, i colori accesi delle foglie, la fuga dalla guerra e l’arrivo in Italia…

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Trenta: nonprofit leaders

18 aprile 2009

Ci rendiamo conto sempre più spesso di quanto sia difficile e al tempo stesso cruciale, oggi, essere leaders veri.

Le sfide poste dal cambiamento continuo impongono una capacità nuova di leggere la realtà, di prendere decisioni efficaci, di gestire e motivare le risorse umane, di tenere alta la tensione ideale verso obiettivi ambiziosi, tanto da sembrare irraggiungibili.

Questa figura chiave ai fini dello sviluppo delle organizzazioni nonprofit oggi soffre spesso di solitudine, è disorientata dal cambiamento dei punti di riferimento e dalla mancanza di confronti costruttivi con altri leader.

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Ventinove: il punto di partenza

8 aprile 2009

Ci capita frequentemente di riscontrare che, nelle fasi iniziali di impostazione di  un piano di sviluppo, oppure di un piano di raccolta fondi, uno dei criteri prevalenti nella scelta delle priorità sia privilegiare gli schemi noti, le cose già fatte, le attività più codificate.

Questo vale per lo staff interno alle organizzazioni, ma anche per le persone esterne (anche consulenti) eventualmente coinvolte.

Se sia un fatto inconscio oppure una scelta consapevole è difficile a dirsi.

Ciò che è chiaro è che si tratta di un comportamento dettato dalla necessità di avere punti di riferimento certi, di muoversi sul terreno noto delle cose già fatte o già viste, delle attività facili da identificare e da spiegare ad un interlocutore.

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Ventotto: motore o zavorra?

23 marzo 2009

Spesso viene da chiedersi se chi siede nei consigli di amministrazione degli enti nonprofit si renda conto della funzione basilare di questi organi e di quanto sia diversa rispetto al mondo delle aziende.

Nel profit il CdA è esecutore della volontà dei soci che rappresenta, svolge una importante funzione di indirizzo e di controllo, ma raramente ispira l’organizzazione, quasi mai si accolla l’onere di motivare lo staff moltiplicandone le energie positive.

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Ventisette: il leader dubbioso

17 marzo 2009

E’ proprio vero che essere leader è un mestiere difficile! In mezzo alla turbolenza e alle difficoltà bisogna avere mano salda nel guidare la propria organizzazione ed ispirare le persone; dare una immagine di sicurezza, essere punto di riferimento.

D’altra parte il vero leader nel suo intimo coltiva il dubbio, sa che diventare autoreferenziali e chiudersi in se stessi è un rischio e mai come oggi è stato importante mantenersi aperti al dialogo, al confronto, ed essere pronti ad imparare e a cambiare idea.

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Ventisei: brivido etico

21 febbraio 2009

Le attività  di raccolta fondi raccolgono fondi per i progetti benefici delle organizzazioni nonprofit, per la loro Buona Causa.

Non è banale ripeterlo, perchè ogni Euro che non va a favore della Buona Causa e copre invece il costo dell’attività  di raccolta fondi rappresenta in un certo senso un tradimento della volontà del donatore.

Non si può fare diversamente, questo è chiaro, ma bisogna vigilare attentamente e continuamente sulla incidenza di questi costi, in modo che resti la più bassa possibile.  Chi dichiara costo zero non dice la verità, è chiaramente impossibile, mentre chi tollera incidenze percentuali dei costi molto alte mette a rischio la sua reputazione agli occhi dei suoi donatori.

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Venticinque: le cose belle…….

27 gennaio 2009

Chi ha conosciuto e lavorato con Don Oreste Benzi dice che spesso lo si sentì dire: “le cose belle prima si fanno poi si pensano!”

Bellissima frase, che afferma il primato del cuore sul cervello, pur senza negare un ruolo a quest’ultimo. Nel nonprofit è proprio così, molte cose non verrebbero neppure tentate se ci si fermasse troppo a lungo a rifletterci sopra.

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Ventiquattro: sopravvissuto…

20 dicembre 2008

Il titolo di un film, o di un bestseller da leggere sulla sdraio d’estate?

No, un modo per definire se stesso e la propria condizione, durante una telefonata con cui questa persona chiedeva aiuto per l’avvio di una piccola campagna di raccolta fondi, avviata da solo e con grande fatica.

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Ventitrè: università  e fundraising

20 dicembre 2008

Un interessante convegno a Milano presso Fondazione Cariplo ha affrontato di recente il tema fundraising ed università.

Di sicuro sono emersi due aspetti: l’estremo bisogno di risorse ed il ritardo accumulato rispetto alle realtà straniere.

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