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Due: strategia e nonprofit

Strategia, pianificazione strategica…..perchè spesso leggiamo incertezza, perplessità  negli occhi dei nostri interlocutori del nonprofit?

Forse la mente corre a immagini televisive di riunioni di manager in doppiopetto nelle sale riunione di qualche multinazionale? Oppure si pensa che il problema sia fare, fare sempre e comunque, e che tempo per fermarsi a pianificare non ce ne sia?

Qualunque sia la risposta c’è certamente un grosso equivoco di fondo. Avere una strategia vuole dire semplicemente sapere dove si vuole andare. Tutti quindi ne hanno una: i nostri figli, senza saperlo; noi, nel lavoro; lo sportivo, nella sua disciplina; il docente, nel suo lavoro in aula.

mappa dove

Che sia implicita o esplicita, fissata in un documento scritto condiviso oppure frutto di una fugace intuizione del singolo, certamente abbiamo a che fare con la strategia molto più spesso di quanto possiamo pensare.

D’altra parte le organizzazioni hanno bisogno di direzioni forti, specialmente in tempi di incertezza e di cambiamento come quelli attuali.

Le uniche idee buone sono quelle che si realizzano, questo è vero; la pratica supera la teoria, anche qui non ci sono dubbi; sulla capacità di fare e di avere un impatto si misura il successo di una organizzazione, non possiamo che essere d’accordo. E’ anche vero però che senza una direzione chiara c’è il rischio concreto di sprecare energie preziose, di perdersi per la strada, di lasciare che la nostra attività  perda di incisività  e le priorità  vere non abbiano la giusta forza.

Per questo motivo alla base del nostro lavoro c’è sempre un passaggio strategico, più o meno articolato secondo le dimensioni delle organizzazioni, più o meno approfondito e innovativo in relazione alla voglia dell’interlocutore di mettersi in gioco.

E’ un percorso utile, una preziosa opportunità  di autovalutazione, di dialogo interno, di condivisione di valori di riferimento e di una storia che tutte le organizzazioni hanno e che va valorizzata. Ci capita spesso che coloro che all’inizio sono scettici e scalpitano per buttarsi a testa bassa nell’azione, al termine di questi passaggi ci ringrazino per avere potuto capire di più di se stessi, innanzitutto.

Dopotutto può essere anche divetente, si tratta di disegnare la propria mappa del tesoro…

PC / C.E.

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