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Otto: la maledizione del dettaglio

Spesso si parla di “cura per il dettaglio”, di “attenzione al dettaglio” in termini positivi e non si puòò non essere d’accordo. A un patto però… che non ci si perda nel dettaglio fine a se stesso e si perda di vista il quadro complessivo, il contesto, la misura e il peso delle cose, le priorità.

Un piccolo esempio: una associazione di volontariato con la quale in passato si è cercato lungamente di impostare un ragionamento complessivo sulla raccolta fondi ha dato mandato ad una volontaria di occuparsi di fund raising.

Questa decisione viene presa dopo vari tentativi di inserimento di persone dall’esterno e di responsabilizzazione di persone dall’interno, tutti più o meno falliti a causa di serie carenze strategiche ed organizzative (in altri termini: non ci sono idee chiare).

Ora questa persona finalmente parte e per prima cosa decide di attivare il meccanismo delle donazioni on-line e chiede lumi ad un noto BLOG sul fund raising, sul quale si scatena una chilometrica discussione sui pro e i contro dei circuiti di pagamento bancari rispetto a quelli internet ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc.

Ora bisogna chiedersi… ma prima di arrivare a decidere se lo 0,1% di commissione può fare la differenza, non è meglio chiedersi se si sa cosa proporre al potenziale donatore e se la propria Buona Causa è chiara o no? Non è meglio attrezzarsi per portare a casa 1.000 Euro prima di cercare di risparmiarci sopra 1 Euro? Prima delle donazioni on-line, non è opportuno assicurarsi che il sito sia efficace e visitato?

Un chiaro esempio di dettaglio che diventa priorità  numero uno e ruba la scena alle domande veramente importanti. Un chiaro esempio di maledizione del dettaglio.

PC – C.E.

Nota bene: Il fatto è vero, naturalmente, ma nè la volontaria desiderosa di dare una mano alla propria organizzazione nè chi a sua volta dava un aiuto tecnico sul BLOG sono minimamente da biasimare. Qualcuno però deve mettere in guardia da questi errori di prospettiva!

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