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Venti: parole, parole, parole…………

Internet: quante parole! Fiumi di parole, tutti i giorni, tutto il giorno!

Tante idee utili ma anche tante parole sprecate. L’impressione strana è che tutti contribuiscano ad aumentare il numero dei punti di vista, ad ampliare il quadro, a mettere in dubbio quanto apparentemente consolidato, ma pochi, pochissimi aiutino a fare sintesi, orientarsi, capire, costruirsi opinioni utili.

La cosa che colpisce è che a fronte di una mole enorme di dati ed informazioni disponibili 24 ore su 24 la gente risulti sempre più disinformata, capisca sempre meno di quello che succede. Vengono pubblicati sempre più libri, le edicole sono piene di riviste sempre nuove, e la gente legge sempre meno.

Basta ascoltare i discorsi al bar, sull’autobus, in coda a uno sportello: le idee si accatastano un po’ alla rinfusa, si cerca lo scandalo del giorno, il colpevole di turno, e si ragiona sempre di più per luoghi comuni e per categorie ormai superate.

Una sana cultura dei numeri, dei dati di fatto, delle cose misurabili e misurate, di ciò che oggettivamente va bene e di ciò che va male, secondo parametri chiari e indiscutibili, è una cosa così strana?

Fa effetto pensare che da noi in Italia sia tollerabile giocare a chi la spara più grossa, a tutti i livelli: politici, media, economisti, gente comune.

Ci manca forse una sana cultura “della vergogna”, cioè la capacità  di ammettere i propri errori facendone pubblica ammenda, e di riconoscere in certi frangenti la propria ignoranza sul tema, piuttosto che cercare di stare a galla a tutti i costi praticando la tuttologia.

La verità  è che oggi in tutti i campi va avanti chi ha un obiettivo chiaro ed idee chiare su come raggiungerlo; ascolta e impara da tutti, ma non si lascia fuorviare da nessuno. Percepisce chiara la melodia rispetto al rumore di fondo che cerca di coprirla.

E’ una cosa che vale per il nonprofit, per il profit, per la nostra vita……

PC – C.E.

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