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Venticinque: le cose belle…….

Chi ha conosciuto e lavorato con Don Oreste Benzi dice che spesso lo si sentì dire: “le cose belle prima si fanno poi si pensano!”

Bellissima frase, che afferma il primato del cuore sul cervello, pur senza negare un ruolo a quest’ultimo. Nel nonprofit è proprio così, molte cose non verrebbero neppure tentate se ci si fermasse troppo a lungo a rifletterci sopra.

Molti progetti che una azienda classificherebbe come “impossibili” sono l’obiettivo e spesso la ragione di vita di tantissime persone impegnate nel sociale, nella cultura, nella ricerca. Spesso è proprio questa apparente “follia” che consente di raggiungere risultati veramente grandi.

Alcune attività  come il fund raising presentano in modo evidente questa doppia faccia e la loro efficacia deriva proprio dal sapere combinare bene cuore e cervello, poesia e prosa, tecnica e contenuti.

L’uno non nega l’altro, è solo una questione di priorità …..

E’ chiaro infatti che il contenuto, la Buona Causa deve dominare su tutto ed ogni mezzo tecnico deve essere al suo servizio. Quando invece si vede che lo strumento prende il sopravvento e si finisce col piegare la Buona Causa alle esigenze di un mailing, di un video od un evento ciò che ne deriva non è nè bello nè efficace, a lungo andare.

Questo errore, se ripetuto nel tempo, può diventare letale per l’organizzazione, perchè corrode alla base i pilastri stessi del suo essere, cioè la percezione giusta della Buona Causa che la anima da parte di chi le sta intorno.

PC – C.E.

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