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Trentaquattro: un libro che fa pensare

Mario Calabresi, da pochi mesi giovane direttore de “La Stampa” ha pubblicato un altro bel libro, un libro che fa pensare.

Il titolo potrebbe risultare un po’ generico (“La fortuna non esiste”), ma il sottotitolo è assolutamente chiaro: “Storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rialzarsi”.

All’interno 11 storie, alcune assolutamente indimenticabili, tutte ambientate negli Stati Uniti del 2009.

Basti pensare alla prima storia, che parla del tentativo di fare rinascere Braddock, “l’esempio più perfetto di declino”, la periferia deindustrializzata della capitale dell’industria dell’acciaio americana, in cui la chiusura delle fabbriche ha provocato uno “tsunami sociale” impressionante.

Qui due personaggi assolutamente sui generis, il giovane sindaco ed una anziana bibliotecaria lottano, ciascuno a modo suo, per tenere assieme un gruppetto sparuto di abitanti che non vogliono arrendersi.

Oppure la incredibile storia di Jawad, bambino afgano poliomelitico che viene aiutato dalla Croce Rossa italiana, studia e alla fine riesce ad andare negli Stati Uniti e frequentare l’Università.

Ed altre ancora…

Ciò che colpisce è il ruolo determinante del nonprofit, che compare in tanti momenti a portare sollievo, motivare, ispirare….

E poi il concetto di “resiliency”, carattere tipico del temperamento americano che “abbraccia i concetti di elasticità, di rimbalzo, di risorsa e di buon umore”.

Nella introduzione “nata due volte” la nonna di Mario Calabresi spiega con le sue parole la “resiliency” vista da un’italiana: “alla fine l’unica lezione che mi porto dentro è che non bisogna mollare mai. Mai arrendersi: bisogna essere curiosi, ambiziosi ed artefici del proprio destino”.

Non solo da leggere, ma anche da rileggere.

PC – C.E.

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