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Trentotto: evento fai-da-te? Forse è meglio…

Un evento organizzato e gestito da professionisti è perlopiù impeccabile, il rischio di imprevisti è ridotto al minimo, si assiste ad un qualcosa di valido e si va a casa con l’impressione di avere usufruito di un servizio di ottimo livello.

Già, “un SERVIZIO….”.

Parlando di nonprofit, ed in particolare di raccolta fondi, non sempre il fatto di avere offerto un servizio impeccabile al nostro pubblico implica che abbiamo portato a casa il migliore risultato per la nostra organizzazione.

Cos’è più coerente con i nostri obiettivi:

  • portare in un grande teatro 500 perfetti sconosciuti, che dopo l’evento rimarranno perlopiù tali, e che sono venuti per vedere la performance del grande artista sapendo al più che una quota parte del prezzo del biglietto sarà devoluta alla organizzazione X o al progetto Y

oppure:

  • costruire un evento che sia vicino alla nostra organizzazione, vicino territorialmente ma anche idealmente, magari meno appetibile perchè non coinvolge grandi nomi ma in grado di coinvolgere e rendere partecipi in virtù della forza della nostra Buona Causa che emerge con chiarezza e cambia la qualità dell’evento, facendolo diventare esperienza che valeva la pena di essere vissuta ?

Nel primo caso le aspettative saranno tutte concentrate sulla qualità dello spettacolo; nel secondo caso si perdonerà volentieri qualche defaillance organizzativa perchè sarà molto più importante il senso di partecipazione, l’esserci.

Al professionista non perdoniamo l’errore nel programma o il ritardo rispetto a quanto annunciato, perchè stiamo comprando un servizio per cui abbiamo pagato e vogliamo che il prodotto sia conforme agli standard.

Alla organizzazione nonprofit che si propone in prima persona invece vorremmo da subito dare una mano, ci troviamo dalla stessa loro parte e se c’è qualcosa che non va ci adoperiamo per aiutarli a risolvere il problema.

Che differenza!

L’approccio professionale prevede che stiamo seduti e guardiamo, e che tutto vada liscio.

L’approccio fai-da-te invece prevede che noi entriamo nel meccanismo e divantiamo protagonisti attivi, innanzitutto.

Pensiamoci bene: organizzare eventi è una opportunità ma comporta dei rischi, fra cui anche quello di offrire solo un buon “servizio” senza riuscire a scaldare la nostra platea.


PC – C.E.

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