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Quarantacinque: cosa ci manca

Viaggiare spesso porta a paragoni impietosi.

Porta a ragionare sull’Italia di oggi e sul misero spettacolo di ogni giorno.

Siamo italiani, abbiamo tutto: abbiamo l’arte, la storia, il giusto mix di genio e sregolatezza, l’intraprendenza, la qualità della vita….perchè non riusciamo a creare una prospettiva nuova di sviluppo sociale ed economico?

Io penso che ci siano vari problemi. Sicuramente saltano agli occhi:

  1. Il senso di appagamento
  2. La cattiva politica e l’ideologia
  3. La burocrazia
  4. La cultura dei diritti, ma non quella dei doveri
  5. La mancanza di senso civico
  6. La mancata valorizzazione dei giovani
  7. L’assenza di meritocrazia
  8. Lo stare zitti (“politically correct”).

Tutto questo (e molto altro ancora probabilmente) portano alla delusione e al disimpegno e quindi al tragico (per il paese) spreco di tante energie positive.

In uno scenario di questo tipo il nonpfit, con la sua capacità di aggregazione e di generazione e moltiplicazione delle energie positive può giocare un ruolo cruciale per lo sviluppo. Si tratta anche qui di diventare più efficienti e più efficaci, affinchè l’impatto positivo delle attività e dei progetti sia amplificato e la capacità di traino e di esempio dei veri leaders possa portare i suoi frutti.

A volta qualcuno legge l’impegno nel nonprofit come fuga da qualcosa, soluzione di scorta, valvola di sfogo….niente di più impreciso.

Si crea più futuro qui che non nelle sale riunione di tante aziende!

PC – C.E.

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