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Quarantasette: strutturare-destrutturare

Viene spesso da chiedersi, lavorando con le organizzazioni nonprofit, dove si trova quella sottile linea di compromesso, di equilibrio che marca il passaggio dal beneficio del regolamentare un minimo al maleficio del regolamentare troppo.

La forza trainante del leader carismatico è spesso come un fiume in piena da incanalare in modo che possa esprimere tutta la sua energia; quand’è però che imbrigliando questo fiume in realtà lo si ferma, lo si depotenzia?

E’ la stessa domanda che spesso sorge spontanea quando si ragiona insistentemente sugli obiettivi e si cerca di focalizzare l’attenzione di tutti su pochi punti, chiari, condivisi, effettivamente prioritari. Non è che a un certo punto l’entusiasmo si spegne? La grande idea calata sulla Terra perde forza, il sogno svanisce, la poesia diventa prosa e la vision diventa un’immagine indistinta?

Non è che alla fine, paradossalmente, in uno sforzo immane di chiarificazione ci si ritrova in realtà ad avere contribuito involontariamente a creare dubbi dove prima non c’erano?

Sono questioni importanti, domande cui spesso è difficile dare una risposta.

Eppure muoversi in quest’area di confine è la sfida implicita in ogni progetto nonprofit, è parte del suo fascino; trovare delle risposte definitive e delle regole generali è impossibile, bisogna ogni volta guardare l’organizzazione con obiettività e con sincera partecipazione alla Buona Causa.

Una cosa è certa, ed è l’unica regola generale: la risposta sta nel mezzo.

PC – C.E.

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