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Sessanta: la banalità del fund raising

Ci possono essere tante definizioni di fund raising e quasi nessuna riesce a dare una idea della complessità di questa attività (o meglio insieme di attività).

Noi ne utilizziamo diverse per cercare di chiarire di cosa parliamo.
Ultimamente ci piace molto usare questa:
 
“la raccolta fondi è un insieme NON banale di attività tutto sommato banali”.
 
Cosa intendiamo dire?
 
La complessità della raccolta fondi non risiede certo nel fare una telefonata o scrivere una e-mail per presentarsi.
Fra i fattori critici di successo difficilmente potremo includere la preparazione di un Power Point istituzionale oppure di una lettera con una proposta di sostegno da recapitare ad un’azienda.
E’ chiaramente illusorio riporre grandi speranze in un Data base Access messo insieme con grande fatica e dispendio di energie.
E’ chiaramente insufficiente e tutto sommato non particolarmente difficile capire come si organizza un banchetto, oppure una lotteria di autofinanziamento.
Sono tutte cose importanti, è chiaro, ma singolarmente non sono certo in grado di fare la differenza.
 
Quindi?
 
Intendiamoci bene: non vogliamo dire che TUTTE queste attività siano banali, vogliamo solo dire che MOLTE delle attività che la raccolta fondi richiede vengano svolte sono in fin dei conti abbastanza banali. Se non le si sa fare basta documentarsi, chiedere oppure nella peggiore delle ipotesi trovare qualcuno che ci dica come fare o che le faccia per noi.
 
Dov’è la VERA DIFFICOLTA’?
Non nelle singole componenti, ma nel quadro complessivo, nell’insieme.
 
La cosa NON banale è concepire un piano coerente con gli obiettivi della propria organizzazione e tenerlo in piedi tenacemente mese dopo mese tenendo a mente il risultato finale a cui si mira, verificando cosa succede e rettificando il tiro quando qualcosa non funziona come dovrebbe.
La cosa difficile è  coinvolgere le persone, motivarle e tenerle unite; la cosa sicuramente non banale è guadagnarsi giorno dopo giorno la fiducia di chi ci guarda dall’esterno.
 
Non confondiamoci quindi: i dettagli contano, certo…ma è l’INSIEME dei dettagli che ci farà vincere la sfida.
Non la singola attività, ma la somma di tante piccole e grandi azioni, spesso anche molto semplici e scontate, addirittura BANALI, ma preziose se inserite nel contesto giusto e fatte al momento giusto.
 
Cosa c’è di più banale di un “grazie”?
Eppure sappiamo tutti quanto possa essere importante se detto (o non detto) al momento opportuno.
 
PC / C.E.
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