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Sessantadue: L’importanza di provarci

Nella raccolta fondi a volte lo scetticismo prevale: ”Perché perdere tempo? Non ha mai funzionato… Facciamoci venire altre idee…”. 

Si pensa che sia sempre e comunque necessario inventarsi qualcosa di nuovo o di strano…

Invece spesso le cose semplici e ovvie funzionano, le azioni più scontate portano a dei risultati straordinari.

Pensate che qualche tempo fa un investimento di 800 € circa, per un piccolo mailing a una lista calda di famiglie ex-utenti di servizi rivolti a bambini con disabilità ha portato subito a circa 12.000 € di raccolta, malgrado lo scetticismo generalizzato.

Questo risultato ha smentito chi pensava che le famiglie, una volta usciti i figli dalla fascia di età seguita dall’organizzazione, si fossero dimenticate di chi li aveva aiutate in anni difficili.

Ma il bello è successo dopo… In mezzo a quella lista di nomi c’erano alcuni nomi importanti, che nessuno aveva notato proprio perché non ci si credeva.

Uno di questi nomi importanti chiama, invita a incontrarsi… E da quell’incontro scaturisce una donazione di 150.000 € in 3 anni, legata al lascito testamentario di un parente mancato da poco…

Colpo di fortuna?

Fattore “C”?

Sì, anche… Ma rimane valida una regola aurea della raccolta fondi: dopo avere riflettuto e individuato azioni promettenti, bisogna provarci, provarci sempre e comunque, perché la fortuna aiuta chi ci prova.

È lo stesso motivo per cui dopo 9 “NO” dobbiamo insistere, perché la decima risposta potrebbe essere un clamoroso “SI’”.

Se i costi e il rischio sono limitati, se il tempo c’è e non ci sono in vista opportunità promettenti, perché non provarci?

PC / C.E.

 

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