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Sessantatre: Oltre a provarci, l’importanza di esserci

Nella raccolta fondi capita a volte che la realtà superi la fantasia…

Un lascito testamentario importante, venuto fuori dal nulla… Un immobile prestigioso, che rende parecchi soldi… E lo stupore di non riuscire a capire chi sia il generoso donatore.

Alla fine, parlando col curatore testamentario, emerge con chiarezza un’altra delle regole d’oro della raccolta fondi, vale a dire: è importante esserci, perché chi non c’è in ogni caso non sarà mai preso in considerazione.

Cos’era successo?

Un’anziana signora benestante, desiderosa di fare testamento, aveva chiesto consiglio al suo notaio il quale, non essendo esperto dell’argomento, aveva semplicemente acceso il computer proponendo di fare una breve verifica su Google.

Ebbene, digitando “bambini disabili abbandonati”, cioè il tema che stava a cuore all’anziana signora, ecco che il primo nome, in testa alla lista, è proprio quello della nostra organizzazione nonprofit e in virtù di questo posizionamento eccellente ecco che il lascito testamentario prende una certa direzione, anche se non ci si conosce di persona…

Colpo di fortuna?

Fattore “C”?

Sì, anche… Ma è chiaro che chi non è visibile nei contesti e nei momenti giusti non esiste, indipendentemente da quanto bene lavori e quanto importante sia la sua Buona Causa.

Quindi esserci, esserci sempre, sia attraverso attività strutturate di comunicazione, sia attraverso un lavoro continuo e paziente di tutti, all’interno dell’organizzazione; un lavoro prezioso di passaparola e di presidio del web e dei social network.

Ci vuole tempo, naturalmente, e costanza… Però quanto ci può costare non averlo fatto?

PC / C.E.

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