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Ottantaquattro: 12 anni dopo…

12 ANNI DOPO…

 

Alcune lezioni imparate, sul campo…

 

Ho capito che dalle gabbie bisogna uscire senza crearne altre.

E uscire veramente, non a parole, e che il modo per fare vivere l’energia positiva delle persone non è mai costruire canali d’acciaio.

Sto abbandonando la dipendenza dal Power Point, dagli elenchi puntati, dalle liste e dall’eccesso di schemi. Quanto meno oggi sono consapevole dei rischi del tecnicismo e anche se la strada è lunga intendo andare in questa direzione.

Voglio che trasferire un metodo non diventi una routine e un parlare formale e ripetitivo, per frasi fatte.

Voglio che la tecnica non diventi uno schermo.

Voglio innanzitutto capire e farmi capire.

 

Il rigore deriva dalla coerenza, praticata, non proclamata.

L’innovazione deriva da freschezza di pensiero e non dagli stereotipi che per pigrizia ci riduciamo a fare nostri.

L’etica deve essere nei fatti.

Le parole non devono essere troppo pesate, calibrate, giuste, se no diventano finte.

 

Gli infiniti bivi che oggi ci si presentano vanno affrontati con coraggio e idee forti; pochi punti di riferimento ma veri.

 

Mi piace chi lavora nell’ombra per migliorare il mondo dimostrando tutti i giorni col suo impegno che c’è un futuro migliore per tutti.

Senza proclami, senza troppe parole.

Vorrei essere come loro.

 

 

 

PC / C.E.

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