Pure.
Come definire altrimenti l’ego smisurato del manager aziendale (quasi) importante che arriva fragorosamente nel nonprofit e inizia subito a voler dettare legge “perché lui sa some funzionano le cose”?
E il presidente che avendo deciso di non fidarsi dei consigli di nessuno rimane intrappolato nella proposta insidiosa di chi evidentemente è più scaltro di lui?
E chi non ascolta, mai, perché è troppo preso, è troppo stanco, è troppo confuso… Ma sostanzialmente si sente in pace con la coscienza perché paga per consigli che non utilizza?
E vogliamo parlare di chi per non perdere alcuna opportunità finisce col perderle tutte?
E chi dà ancora peso, nel 2015, a titoli più o meno insignificanti e confonde l’immagine (gonfiata a dismisura) con la sostanza?
Speriamo nel 2016…
PC / C.E.