Raccogliere fondi è faticoso…ho come l’impressione di non vedere mai la fine, l’arrivo. Dopo avere avviato una nuova attività mi accordo che un’altra iniziativa molto efficace in passato ora non funziona più, e si ricomincia…mi sembra di muovermi su un terreno scivoloso, a tratti pur cercando di correre avanti con energia mi ritrovo ad andare indietro…
La squadra! Dov’è la squadra?
Quando percepiamo stanchezza e frustrazione cerchiamo la squadra, e quasi sempre la squadra non c’è.
Quando si dice che il fund raising è un’attività di squadra ed è la squadra che vince (o che perde) non usiamo uno dei soliti slogan, riaffermiamo quello che è un dato di fatto, confermato dalla pratica quotidiana.
Una persona sola, per quanto attiva e competente, non ce la può fare se non ha dietro di sé tutta la propria organizzazione che la supporta.
Questo vale sia per coloro che effettivamente “fanno ufficio fund raising” da soli, sia per coloro che all’interno di un ufficio strutturato presidiano da soli una certa area.
D’accordo ma questo cosa significa, in concreto?
Significa che per portare a casa i risultati servono, fra le altre cose:
obiettivi chiari
progetti credibili
contatti utili
informazioni su come vanno le cose (numeri!)
autonomia in alcune scelte
accreditamento presso i donatori e i vari stakeholder
riconoscimento del lavoro svolto
atmosfera interna che rimotivi e stimoli la resilienza.
Tutto questo non dipende dal fundraiser (o quantomeno non solo), ma da chi sta intorno al fundraiser!
Nel 90% delle organizzazioni c’è qualche deficit importante su almeno uno di questi punti ed è esattamente lì che bisogna lavorare perché il fund raising possa migliorare e la persona oggi stanca e demotivata ritrovare nuove energie positive.
Non possiamo fare a meno della squadra!
Questo è uno degli argomenti del nostro corso di Fund Raising Design
Blink
Vedere noi stessi e il nonprofit
con occhi diversi...
(TRAS)formazione
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