“Ci sono sempre più futuri possibili, non un solo futuro. Pensare a una strategia considerando un solo futuro equivale a incrociare le dita e puntare tutto quello che abbiamo su un unico numero alla roulette.” (Maree Conway)
L’approccio classico alla strategia assomiglia spesso a quello del mago con la sua sfera di cristallo o a quello di chi scrive oroscopi.
Questo perché si suppone che il futuro sia uno solo e che analizzando il passato (molto) e il presente (poco) si riesca a trarre delle indicazioni e quindi a fare delle previsioni attendibili.
In realtà il futuro non è già scritto, dipende da circostanze imprevedibili e dipende anche da ciò che stiamo per decidere e fare noi in questo momento.
È molto più logico quindi accettare l’idea che il futuro non può essere previsto in nessun modo e attrezzarci per:
Avere una strategia quindi non significa avere individuato un percorso e rimanere per sempre vincolato a quello, quanto piuttosto riuscire a leggere il contesto e cambiare direzione se e quando necessario per potere raggiungere il nostro obiettivo finale.
Fino a qualche anno fa c’era un problema di disponibilità di dati, oggi siamo nella situazione opposta, i dati sono troppi, a volte difficili da interpretare e collegare. Dalla carenza di informazioni al caos informativo.
Su queste basi la tentazione di macinare enormi quantità di dati per riuscire ad intuire il futuro è forte.
Le previsioni del tempo fanno questo, però prevedono il tempo da qui a una settimana, non da qui a 5 anni come serve a una organizzazione che sta valutando le scelte giuste per il suo futuro.
Partecipa al prossimo corso sulla Strategia per il fund raising
Blink
Vedere noi stessi e il nonprofit
con occhi diversi...
(TRAS)formazione
Sei interessato a questo articolo?
Iscriviti alla nostra newsletter