
Lavorando con le organizzazioni mi sono accorto spesso della necessità di rimuovere ostacoli interni che bloccano il cambiamento.
Sapendo poi che il cambiamento personale è la base del cambiamento organizzativo è importante riflettere innanzitutto su se stessi e sulla propria capacità di fissare obiettivi nuovi e raggiungerli.
A questo proposito vi consiglio caldamente il libro “Io non penso positivo” della psicologa Gabriele Oettingen che critica i motivatori “classici”, che portano avanti l’idea secondo cui una volta attivati l’entusiasmo, l’energia e la positività, di fatto non serva altro alle persone per ottenere il risultato. Abbiamo tutti in mente le “kermesse” più o meno oceaniche col personaggio sul palco che si sbraccia, si agita e stimola la folla. L’atmosfera coinvolgente, simile a quella di un evento sportivo o di un concerto; l’elettrizzante vicinanza di tante persone, la percezione di un feeling forte e condiviso.
Tutto molto bello…il problema è che dura un attimo.
L’effetto immediato è sicuramente la scarica di adrenalina che esalta e dà energia, il brivido, l’emozione…il problema è che esaurita la scarica di adrenalina non succede assolutamente nulla.
Questo perché psicologicamente ci siamo convinti di avere già QUASI agito, di avere già QUASI raggiunto l’obiettivo, e quella emozione forte che abbiamo provato una volta svanita ci lascia nella piacevole illusione di avere già fatto qualcosa mentre c’è ancora tutto da fare.
Proprio di questo fenomeno si occupa la Oettingen, che nel libro illustra anni di ricerche scientifiche che l’hanno portata alla conclusione che la positività ottusa, cioè non critica, non consapevole è assolutamente dannosa perché riduce la nostra capacità di raggiungere la meta.
Un approccio problematico, realista, che capisca che in realtà ci sono ostacoli da affrontare, è quello che serve.
Da questa constatazione è nato un metodo per affrontare efficacemente i problemi, chiamato WOOP. Si tratta di un approccio psicologico molto semplice ed efficace, non ci sono scuse per non testarlo su di noi, a livello personale e lavorativo, e non applicarlo nella nostra organizzazione. C’è un sito web dedicato, che trovi qui e degli ottimi video che illustrano cosa fare.
Il punto di forza di coloro che risultano efficaci nel raggiungere gli obiettivi sta proprio in questo, nell’avere consapevolezza degli ostacoli e nell’avere un piano per scavalcarli. Questo non implica non ridere più, non stare insieme, non vivere bei momenti e provare emozioni belle! Non implica diventare pessimisti, cinici, diffidenti ed esageratamente razionali. Tutt’altro!
Questo implica sapere che l’emozione è un punto di partenza necessario, poi ci vuole altro per andare avanti.
La cosa positiva è che questo approccio è semplice e alla nostra portata, da subito! Basta volerlo!
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