Raccogliere fondi è faticoso…ho come l’impressione di non vedere mai la fine, l’arrivo. Dopo avere avviato una nuova attività mi accorgo che un’altra iniziativa molto efficace in passato ora non funziona più, e si ricomincia…mi sembra di muovermi su un terreno scivoloso, a tratti pur cercando di correre avanti con energia mi ritrovo ad andare indietro…
Sensazioni…insoddisfazione, frustrazione, a volte ansia e stanchezza.
Qual è il metro per misurare se stiamo andando nella direzione giusta? Non potrebbe essere la felicità?
Si tratta di un concetto vago, sfumato, dicono alcuni…
Secondo noi no, è chiarissimo. Sappiamo benissimo quando siamo felici e quando invece non lo siamo. Perché é una cosa che magari non sappiamo spiegare, ma certamente la percepiamo. E senza dubbio la felicità è ciò che ci dà carica, ci motiva, ci spinge a superare le difficoltà e vedere la meta.
E quindi? Come possiamo utilizzare la felicità come punto di riferimento, come bussola?
Cosa dobbiamo cambiare?
Dal nostro punto di vista si tratta di cambiare occhiali, cioè di rileggere ciò che facciamo, l’organizzazione in cui lavoriamo, le relazioni e gli obiettivi da un punto di vista diverso.
Questo può permetterci finalmente di trovare la combinazione ideale fra tecnica e cuore, fra poesia e prosa, che è la questione di base del fund raising e della sostenibilità delle Buone Cause.
Sappiamo tutti che la tecnica da sola non basta e l’eccesso di tecnicismi ha fatto e continua fare danni.
E sappiamo anche che il solo cuore non basta, dato che vediamo tutti i giorni persone con grandi idee e grande entusiasmo rimanere deluse perché i risultati attesi non arrivano.
Come riuscire a bilanciare questi due necessari ingredienti, fornendo alle persone una chiave di lettura nuova e strumenti per rendere operativo un approccio diverso?
Centrale Etica ha sviluppato negli anni un metodo di lavoro che aiuta le organizzazioni a rendere più sostenibili le loro Buone Cause. Il concetto base è che ci sono tanti tasselli da prendere in considerazione e da unire…serve un collante forte, che dia solidità, indirizzi le scelte, renda coerenti i pensieri e le azioni.
Ormai è chiaro, questo collante non può che essere la felicità, che da tema “sullo sfondo” acquista un peso importante e diventa motore del cambiamento positivo.
Da qui inizia un percorso che, una volta cambiati occhiali, ci fa riconsiderare tutti gli aspetti della sostenibilità della Buona Causa e ci porterà lontano…
Fattore “H”: vederlo, interpretarlo, misurarlo!
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Questo è uno degli argomenti del nostro percorso P sulle risorse umane, ora anche ONLINE Leggi perché la formazione tradizionale non funziona più
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Vedere noi stessi e il nonprofit
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