Le persone

Paolo Celli
Elisabetta Gazzola

Paolo Celli

Centrale Etica nasce nel 2005 da un’idea di Paolo Celli, a seguito del casuale e fortunato incontro, avvenuto qualche anno prima, con alcune persone dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII impegnate nell’ambizioso progetto nonprofit di costruire un intero complesso di case famiglia a Forlì (il Villaggio della Gioia).

Dal desiderio di dare una mano e dalla consapevolezza della necessità di un piano per la raccolta fondi è nata l’idea di impegnarsi nella messa a punto di un metodo operativo che potesse essere poi replicato in altri contesti nonprofit.

 

Cosa mi ha colpito di questo incontro, tanto da convincermi a cambiare strada?

Venivo da un mondo diverso e da una visione delle cose diversa. Si è aperta una breccia in quello che era un muro culturale, di consuetudini e di opinioni, e mi si è presentata la forza della motivazione, dei valori, del progetto veramente importante.

È stata una fase particolare della mia vita, ho capito che volevo fare altro e avere davanti orizzonti liberi. E che la recita mi piace se sono a teatro, fuori no.

 

Paolo Celli, imprenditore e manager, porta in Centrale Etica la sua esperienza nel marketing, la sua mentalità rigorosa da ingegnere, la concretezza e il pragmatismo, la passione per la pianificazione e i numeri, assieme all’ammirazione per il nonprofit e per coloro che vi lavorano. Per lui “le buone intenzioni spesso non bastano a far prosperare le organizzazioni nonprofit. Se le abbiniamo a un buon management è sicuramente più facile riuscire a cambiare il mondo”.

Paolo Celli dal 2006 è stato docente per 10 anni presso il Master universitario in fund raising a Forlì, dove ha realizzato un percorso tecnico-pratico incentrato sulla progettazione della raccolta fondi e sul planning, molto apprezzato dagli studenti. Nel 2014 e 2015 ha ricoperto il ruolo di vice-direttore del Master.

Tiene frequentemente seminari tematici e svolge attività di consulenza sulla raccolta fondi presso organizzazioni di ogni dimensione e settore di attività. Crede nel volontariato professionale e si dedica con continuità e passione a diffondere la cultura organizzativa nel nonprofit.

Dove sono, 12 anni dopo? Mi descriverei ancora così?

No, oggi ho capito che dalle gabbie bisogna uscire senza crearne altre.

E uscire veramente, non a parole, e che il modo per fare vivere l’energia positiva delle persone non è mai costruire canali d’acciaio.

Sto abbandonando la dipendenza dal Power Point, dagli elenchi puntati, dalle liste e dall’eccesso di schemi. Quanto meno oggi sono consapevole dei rischi del tecnicismo e anche se la strada è lunga intendo andare in questa direzione.

Voglio che trasferire un metodo non diventi una routine e un parlare formale e ripetitivo, per frasi fatte.

Voglio che la tecnica non diventi uno schermo.

Voglio innanzitutto capire e farmi capire.

 

Il rigore deriva dalla coerenza, praticata, non proclamata.

L’innovazione deriva da freschezza di pensiero e non dagli stereotipi che per pigrizia ci riduciamo a fare nostri.

L’etica deve essere nei fatti.

Le parole non devono essere troppo pesate, calibrate, giuste se no diventano finte.

 

Gli infiniti bivi che oggi ci si presentano vanno affrontati con coraggio e idee forti; pochi punti di riferimento ma veri.

 

Mi piace chi lavora nell’ombra per migliorare il mondo dimostrando tutti i giorni col suo impegno che c’è un futuro migliore per tutti.

Senza proclami, senza troppe parole.

Vorrei essere come loro.

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Elisabetta Gazzola

Esperta di filantropia strategica e di corporate philanthropy, con oltre 20 anni di esperienza nella costruzione e gestione di partnership complesse con aziende e fondazioni, nazionali e internazionali.

Non ama definirsi consulente, preferisce “temporary manager”, perché affianca le organizzazioni per periodi di tempo brevi ma intensi, risolvendo sfide che dall’esterno non si possono vincere.

In questi anni ha contribuito a raccogliere oltre 8 milioni di euro, la maggior parte dei quali lavorando in philanthropy unit – di organizzazioni non profit – in fase di start up.
Ha conosciuto e lavorato a fianco di aziende piccole e grandi, nazionali ed internazionali, aiutandole a costruire ed implementare strategie filantropiche. Il suo obiettivo? Far sì che la filantropia diventi il fulcro nella strategia delle aziende, un’espressione del purpose aziendale.

Ha conseguito il Master Executive in Filantropia, CSR e Grant Making  e l’ Executive in Filantropia strategica per diventare philanthropy advisor e lavorare sempre di più, accanto a filantropi e aziende.

Ama scrivere e studiare. Dal 2023, ha unito la passione per la filantropia e per la scrittura dando vita al blog Philanthropy for Development, in cui approfondisce i temi legati alla filantropia internazionale e al ruolo del philanthropy advisor, cercando di dissipare il caos che circonda questa figura, troppo spessa confusa con il fundraiser.

La rete Magnetica

La rete Magnetica aggrega professionisti con competenze diverse per portare avanti riflessioni ed attività sul fund raising applicato a specifici filoni tematici.