Per chi è nei guai

Sappiamo cosa fare!

 

Il quadro

Oggi il contesto esterno cambia rapidamente e spesso organizzazioni che non hanno strutturato in modo equilibrato la loro raccolta fondi si trovano in situazioni pericolose perché la loro principale fonte di finanziamento sta venendo meno.

Altre volte si può essere alle prese con un progetto già avviato il cui autofinanziamento non regge, con rischio di fallimento del progetto stesso e ripercussioni serie a livello di bilancio dell’ente.

Altre volte ancora seri problemi organizzativi interni mettono a repentaglio la raccolta fondi e anche la sopravvivenza stessa dell’organizzazione.

In queste situazioni di emergenza si cerca da subito di lavorare su due binari paralleli: la gestione dell’emergenza da un lato; il potenziamento del sistema di raccolta fondi dall’altro.

Il fattore tempo è critico, così come la motivazione e la disponibilità delle risorse coinvolte e di tutto lo staff dell’organizzazione.

Per questo si persegue la focalizzazione su poche attività prioritarie e si chiede a tutti il massimo sforzo, lavorando quindi sulla comunicazione interna e sul coinvolgimento.

La gestione all’esterno di un messaggio di emergenza richiede grande cautela in modo da rafforzare la richiesta di sostegno senza danneggiare la credibilità dell’organizzazione.

Parole chiave:

  • tempo
  • decisioni
  • comunicazione
  • cabina di regia
  • efficacia
  • mobilitazione.

In questi frangenti la gestione dell’investimento in raccolta fondi deve essere molto attenta per evitare inutili appesantimenti di bilanci spesso già in sofferenza.

 

La nostra esperienza

La piccola Associazione di Volontariato Y, nata dagli sforzi e dai sacrifici di alcuni genitori, sta conoscendo dopo pochi anni dal suo avvio le prime serie difficoltà. Alcuni dei promotori ora non ci sono più, i nuovi arrivati la pensano diversamente, non c’è chiarezza nei ruoli e purtroppo si vive alla giornata. Si conta sempre sulla simpatia e sull’aiuto di una cerchia di conoscenti ed amici, ma mancano idee chiare sul da farsi, non c’è progettualità. La creazione di un gruppo di lavoro molto coeso e la condivisione di un programma di lavoro con tappe molto ben definite aiuta a superare la fase di emergenza.
La Fondazione I, molto strutturata e totalmente assuefatta ai finanziamenti pubblici, si trova in grave difficoltà nel momento in cui questi iniziano a calare. Analizzando il territorio di riferimento, i competitor e i punti di forza e di debolezza dell’organizzazione, si è messo a punto un piano per fronteggiare l’emergenza lavorando su un numero ristretto di contatti promettenti, dal forte potenziale economico.
La media organizzazione N, la cui mission è il finanziamento della ricerca scientifica sulla patologia N, sta attraversando una fase transitoria molto impegnativa dovuta alla fuoriuscita di alcune figure chiave. Affiancando presidente e consiglio direttivo nella messa a fuoco delle priorità e di una prospettiva percorribile di rilancio nel medio termine si è contribuito a far uscire l’organizzazione dalla situazione di pericolo.

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