Per chi inizia

Sappiamo cosa fare!

 

Il quadro

L’avvio della raccolta fondi è il momento delle scelte cruciali, la fase in cui, presi dall’entusiasmo, si rischia di disperdere le energie su troppi fronti. Bisogna invece focalizzare l’attenzione su poche attività critiche, creare un gruppo di lavoro adeguato, coinvolgere tutta l’organizzazione. Bisogna mantenere i piedi per terra per non vanificare il proprio sogno ma anche avere il coraggio di investire.

Parole chiave:

  • chiarezza
  • ordine, regole
  • squadra
  • concretezza
  • cautela
  • programmazione.

La raccolta fondi è una ruota, che deve iniziare a girare e poi prendere velocità. L’attrito iniziale è notevole, le cose da fare tante.

Prepararsi bene è fondamentale, per poi iniziare a chiedere.

Iniziare a muoversi da subito nella direzione più giusta per la propria organizzazione è garanzia di maggiori risultati con minori sforzi.

Se lo start-up è totale, cioè oltre alla raccolta fondi anche l’organizzazione è molto giovane, siamo in grado di offrire percorsi di affiancamento molto efficaci e tagliati su misura per queste specifiche situazioni.

 

La nostra esperienza

L’associazione Y ha dei seri problemi a definire  il “buon motivo per cui qualcuno dovrebbe dar loro una mano”. Manca la comprensione del meccanismo di base della raccolta fondi, si conta su aiuti sporadici da parte di amici e conoscenti. Per questo motivo la comunicazione è inefficace e di fatto si sta perdendo la speranza di poter fare raccolta fondi in modo strutturato. Iniziando a concentrarsi sulla propria Buona Causa l’associazione ha messo a fuoco la propria identità e il proprio futuro e ha costruito le premesse per potere dialogare coi suoi potenziali donatori.
La Fondazione X, creata da alcuni comuni perché gestisca i servizi sociali sul territorio, si trova in una situazione di impasse perché ritiene erroneamente che le sia precluso fare fund raising (“la gente paga già le tasse!”) e sia invece necessario inventare improbabili eventi ai quali collegare iniziative di sponsorizzazione da proporre alle aziende della zona. In realtà una riflessione complessiva sulle logiche del fund raising ha permesso di individuare un plus-valore che la Fondazione potrebbe creare e mettere a disposizione dei cittadini e su questo è stato costruita una richiesta di sostegno economico.
La Fondazione W, attiva nel campo della ricerca, fatica a ottenere risultati significativi perché, malgrado il patrimonio di relazioni e l’importanza delle attività svolte, si è restii ad investire nella comunicazione e a spiegare che senza l’aiuto esterno non ci sono prospettive. Il consiglio d’amministrazione si aspetta l’arrivo dei fondi ma in realtà non decide che cosa si vuole fare; il personale non ha le idee chiare in merito, si stanno sprecando occasioni preziose. Fissare in un piano alcuni punti fermi è il passaggio necessario per superare l’impasse…
La scuola Z ha bisogno di sostegno economico e ci sono parecchie persone che su basi volontaristiche si stanno dando da fare. Mancando però una cabina di regia si sono creati gruppetti di genitori che operano in totale autonomia e il risultato è un approccio confuso e a volte contraddittorio ai potenziali donatori. Individuare una modalità di gestione efficace ma non invasiva e affiancare i volontari in alcuni passaggi cruciali è utile per evitare che il fund raising non parta mai…
La Fondazione T opera su un territorio periferico e si è convinta nel tempo di non potere raccogliere fondi per i propri progetti di formazione. In realtà, concentrandosi su pochi obiettivi e curando la comunicazione, è stato possibile avere i primi riscontri positivi e ora lo staff è motivato ad insistere nello sviluppo del fund raising.

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