Per chi cresce

Sappiamo cosa fare!

 

Il quadro

La nostra esperienza sul campo ci conferma che il modello di raccolta fondi non può rimanere invariato per sempre nel corso dello sviluppo di una organizzazione: ci sono dimensioni critiche oltre le quali non si può andare se non ripensandone alcuni aspetti.

Il nostro metodo di lavoro consente di individuare precise aree di miglioramento e di avviare azioni che introducano elementi nuovi senza mettere a rischio quanto di buono sia stato fatto fino ad oggi.

Il confronto con altre organizzazioni paragonabili permette di avere un punto di riferimento chiaro; il forte coinvolgimento del team di raccolta fondi consente di valorizzare al massimo le competenze e le idee interne.

Parole chiave:

  • crescita
  • analisi, numeri
  • punti di debolezza / opportunità
  • benchmarking
  • efficienza
  • coinvolgimento
  • programmazione.

A volte porre le basi per la crescita vuole dire innanzitutto consolidare ciò che già si fa, in modo da avere la garanzia di un punto di partenza stabile su cui costruire nuove campagne di raccolta fondi.

In altri casi invece la priorità può essere aiutare l’organizzazione a superare gli schemi consolidati, rischiare qualcosa in più, mettersi in gioco.

 

La nostra esperienza

L’associazione S, creata da genitori di bambini affetti da una grave patologia oggi incurabile, è cresciuta rapidamente fino ad arrivare ad un livello di raccolta fondi che richiede il passaggio da una organizzazione interna su base volontaristica ad un ufficio fund raising vero e proprio. Questo passaggio comporta la revisione dei ruoli e delle modalità di gestione dei volontari, il che crea delle divergenze interne che vengono ricomposte rafforzando il senso di appartenenza e lo spirito di squadra.
La grande organizzazione nazionale F ha sfruttato al meglio una congiuntura favorevole ed è reduce da un forte incremento dei fondi raccolti. Ora vuole consolidare il tutto e porre le basi per un periodo di crescita ulteriore. Da una analisi fatta emergono le possibili aree di miglioramento, fra cui la comunicazione per la raccolta fondi e un utilizzo più strategico degli strumenti informatici (CRM).
La Fondazione Q, che oltre a numerose attività culturali gestisce una biblioteca e un museo, ha trovato difficile presentarsi in modo chiaro e convincente all’esterno fino a che non ha separato le attività di marketing culturale (vendita di biglietti di ingresso al museo o di tessere di accesso alla biblioteca) dalle attività più propriamente di raccolta fondi, che fanno leva invece sull’attaccamento emotivo delle persone ad una istituzione della loro città.
L’associazione W organizza un evento culturale significativo ed è convinta che sia sufficiente presentarlo alle aziende per ottenere sponsorizzazioni cospicue; in questo pecca di autoreferenzialità come tanta parte del nonprofit (“Perché non dovrebbero sostenermi, vista l’importanza di ciò che faccio?”). In realtà le probabilità di successo sono minime fino a che l’organizzazione non riesce a parlare il linguaggio delle aziende e a capire quali loro esigenze specifiche può soddisfare grazie al proprio evento.
La grande organizzazione nazionale A dopo anni di crescita ininterrotta della raccolta fondi si interroga sul progressivo declino di alcune iniziative ormai consolidate e capisce che mantenere un adeguato tasso di crescita implica avere il coraggio di fare cose nuove… In parallelo alle iniziative “storiche” si avviano quindi alcune iniziative-pilota rivolte a target mai toccati in modo strutturato.
La ONG W persegue obiettivi importanti e al suo interno ci sono grande determinazione ed entusiasmo. Purtroppo però tutto il personale è oberato di lavoro e il fund raising è l’ultima preoccupazione della giornata, dopo mille altri impegni. Gli amici dell’organizzazione propongono tante possibili attività di raccolta fondi e purtroppo negli anni si è provato un po’ di tutto senza ottenere particolari risultati. Ora la frustrazione e lo scetticismo cominciano ad emergere. Disciplinare l’approccio al tema della raccolta fondi ed essere selettivi è il modo migliore per evitare che il personale si demotivi…
L’associazione Q fa fund raising da alcuni anni, affidandosi ad una nota società di direct mailing. Oggi, a distanza di tempo, vuole capire se è possibile diventare più efficienti, riducendo i ragguardevoli costi del mailing e vuole anche analizzare altre possibili forme di raccolta fondi in modo da non dipendere da un unico strumento. Creando un gruppo di lavoro ed analizzando ciò che è stato fatto si individua un percorso di miglioramento e di sviluppo coerente con gli obiettivi dell’associazione…

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